Improvvisamente dolce
sussurri nel mio animo
la tua voce fatata
soffiando via il pianto.
Aria odi nel destino
il suo profumo
unico e semplice,
magnifico al tramonto.
Spaventa il crescendo
che mi scoppia dentro
quando con te qui
fermo sono l’orizzonte.
Striate le stelle
strofinano il cielo,
coriandoli i fiori
sulle stanche colline.
Magico il suono
del mare che sale
e non vuole lasciare
che il tempo si sveli.
Risali i rustici sentieri,
sassaie ammassate
dalla sapienza di mani
che sanno accarezzare.
Attimo, apice ibrido,
la vita un vortice
ci scopre distanti
io timido e misero.
Poi scompari,
la paura di mostrare
amore condiziona
il tuo pensare.
Noi crediamo
nel domani
ma oltre il panorama
siamo sempre più soli.
Ermanno
Il vecchio e il mare con gli occhi
vivi, prega il ragazzo di lasciarlo
andare, oltre l’azzurro dei suoi
pensieri, senza nessuna paura.
Le rughe scompaiono col capo chino,
toppe sbiadite dal sole coprono
un busto rigonfio di vissuto,
vecchi giornali sbiechi si riscrivono.
Gabbiani disegnano l’oceano
nel cielo di riflesso in scia con
l’andirivieni di pescatori smessi
delle loro esche misere.
Confondono il plancton
ed affondano nell’odore di sangue
che traspira sulla spuma
remando da poppa a prua.
Il vento segna il freddo nord,
l’orizzonte a sud non si disegna
solo battezzando un punto
fisso che man mano ci distanzia.
In questo violaceo quadro
a tinte varie si dissolve
annegando le sue branchie
dove l’abisso non ritorna.
Saluta disilluso ciò che gli è sembrato
vero, in tutto questo resta amore,
piano sale la speranza di far parte
spegnendo il fiato nel sempiterno mare.
Ermanno
Foglio bianco, trasparente,
illuminato dal flebile suono
che mi trascino quando scrivo.
Amore, assente dal vortice
che muove i nostri giorni,
disperso dal mondo,
ascolto l’ansia nell’inceder
triste e cadenzato del peccato.
Lontano da tutto purifico
l’animo gonfio di sogni,
a sera provo a rialzare
la mente leggendo
due righe bugiarde,
ma nessuno risponde,
il tempo osserva
la vita che avanza e che muore.
Assorto proseguo, forse
controvento, attendendo
le emozioni che richiamo
quando urlando scopro
che il mio essere speciale
non respira.
Ermanno
Illusorio tramonto, che mescoli
toni confusi in un quadro stellato,
sfini la luce, lasciando quei
monti in sospeso.
Poi culli dissolto nel tempo
fissando un punto lontano,
riscopri i sogni vissuti,
malinconico soffio di pace.
Augelli librano piume,
infiniti spazi si creano
e come vuole il destino
un sole scompare nel mare.
La sabbia scivola tacita
con l’esile flusso salmastro
non resta che sorda apparenza
di scogli fra flutti nascosti.
Quiete nel vespro sovrasta
il frullo del vento su ali di foglie,
risali nel tornito sciame
romantica misera sera.
Natura poetica madre
immortale guida fedele
unica fonte di vita
solinga mistica aria.
Ermanno
Profumo, effluvio di vita
che vidima l’intimo vuoto,
trae e sospira nel seno
la dolce bellezza respira.
Petali, gocce le rose,
eterno spiro del tempo
di muschio, selva e lavanda
ognuno brilla fiorente.
Segue sul mare, quasi
frugando, immerso fra oli
l’aroma perfetto che sappia
tacere la voglia d’amore.
Poi arremba l’istinto nei soli
giudizi di spasimi attratti
da flebili e accorti merletti
sparsi a casaccio sul petto.
Strappi la morte, sgrassi
gli effetti del caldo tepore
che il saldo respiro sa dare
ammiri e ne vivi l’odore.
Puro, immenso potere,
oltre il denaro, sconfini
terrore e dominio
nell’essere solo miseria.
Solerzia essenza, trasudi
grazia, ma la virtù non si
conquista, mai rende nobili
chi mal riporta la propria
anima al mio cospetto.
Qui ora volo,
nel suo profumo,
un mondo eterno
che non rivoglio.
Ermanno
Nell’etro ceruleo nuvola erri
espandi le forme prive di sole
adagio sul fondo torbo dei mari
riveli la forza del mio sapere.
Digradi il vero con la menzogna
in quel che vedo poco ricordo
ansando sale e giù si placa
il cupo assenzio di voglia sorda.
Traspiro colpa, odio a tratti,
la pelle cola nel suo guscio,
evado e fingo, mai non resto
con le parole fisse in testa.
Scavo poi in quel che siamo
valori infanti condivisi,
non sembran esserci sorrisi
nel futuro in cui viviamo.
Vedo molta sofferenza
fra le nuvole di sguardi
ormai persi nel guadagno
di una futile esistenza.
Ermanno
Rieccomi attonito e schivo,
la dolce parvenza nel vano
timore d’essere stanco
di quello che sento.
Pesante la testa mi implora
smania di scrivere vivi,
ma l’aria dissolve le ore
e soffoca un brivido assolo.
Silenzio fra libri pesanti
le mani non vedono niente,
occhi nel mare si penton
di ceca ed assurda speranza.
Rimi e disegni nei giorni
sfocate illusorie cadenze,
miseri accenti fra versi
muti d’un cuore che batte.
Rimorsi pensieri innocenti,
issati, velati dal tempo,
cammino d’atomi freddi
invecchia la forza dei sogni.
Solo riprendo per mano
l’amico che avevo vicino,
lontano ritorno al destino
dinanzi alla vita m’inchino.
Ermanno
Ritorno coi pensieri
ai giorni da studente
erba tra i capelli
sole fra le labbra.
Il cielo si è aperto
alzando lo sguardo
riesco a vederti,
come un bambino
nel riflesso dell’acqua
vorrei toccarti,
ma accanto alla luna
tu resti…
Ed io ripenso
al profumo che
nell’aria trova assensi,
alle rose, alle tue mani,
ai campi di semina e spighe
che ci crescono così lontani.
Ma oggi più di ieri
nel mio cuore è già domani
solitudine e sudore
mi temprano al dolore.
Ermanno
Ti ritroverai a volte sola
in preda alla malinconia,
vorrai sognare, piangere,
oltre la musica volare;
giocherai con i tuoi sentimenti
lasciandoli liberi di guidarti
in quei magici momenti che
ora non so darti, avremo sempre
bisogno di vere emozioni;
e passeranno gli anni, ma…
non ti scordare mai del tuo amico
ermanno.